
Presse risalenti al 1947 esposte all’esterno del frantoio
Un tempo Bellona proliferava di frantoi per trasformare le olive in olio. Se
ne ricordano tra essi quindici. In passato i suddetti frantoi, oltre a dare
lavoro a tantissime persone, erano anche il luogo di ritrovo, particolarmente
durante le giornate rigide invernali, di molti che colà si intrattenevano
sia per assistere alla frangitura delle olive che per riscaldarsi accanto ad
un camino continuamente acceso per ottenere l’acqua necessaria a separare
l’olio di prima frangitura dalla “sansa”. Gli addetti ai lavori
erano soliti tenere sul fuoco una pignatta di creta contenente fagioli che,
a cottura ultimata, erano degustati dai presenti con l’olio appena ricavato.
Era d’obbligo gustare ciò servendosi, per posata, di una sfoglia
di cipolla. Una delizia che, ormai, fa parte del passato che mai più
ritornerà. Il funzionamento della macina era attuato da un mulo o asinello
che, bendati, giravano in continuazione sullo stesso percorso. Con il progresso
tutto ciò è scomparso e l’olio non viene più “fatto”,
ma “prodotto”. I rimanenti frantoi, pur conservando le caratteristiche
di un tempo, si sono modernizzati per offrire più igienicità e
per rendere il lavoro più celere. L’unico dei frantoi rimasto a
Bellona, oggi, è quello ubicato in località Massariella di cui
è proprietario Antimo Pezzulo. Questi per far si che il frantoio potesse
funzionare, ha dovuto rispettare tutte le norme imposte dal Ministero dell’Ambiente
e della Sanità. E’ questo un locale all’avanguardia che produce
un olio genuino che offre garanzia al consumatore. Dal giorno in cui è
stato trasformato, il locale è mèta continua di visitatori curiosi
di vederne la funzionalità. Coloro che sono stati attenti osservatori
sono gli scolari che hanno assistito a tutte le fasi di trasformazione delle
olive: la separazione da eventuali foglie, il lavaggio delle olive, la frangitura,
la spremitura con tre presse cilindriche che non superavano le quattrocento
atmosfere, una pressione necessaria per ottenere la verginità del prodotto.
Sui volti dei piccoli si notava interesse e meraviglia nell’assistere
a queste fasi che portano al prodotto finito.