Bellona, città in provincia di Caserta, è a 77 m. sul livello
del mare. A Nord confina con il Colle S. Croce (m.170), ad Est con il Monte
Grande (m.372) e con il Monte Rageto (m. 292), a Sud con la piana del fiume
Volturno. Bellona prese il nome dalla dea pagana della guerra, moglie del
dio della guerra Marte. Alla dea Bellona ed al dio Marte, i Romani eressero
due templi nel Campo Marzio dove i soldati si esercitavano e si eleggevano
i magistrati e i consoli. In contrada Casale esisteva un tempietto, del diametro
di 5 metri, che custodiva la statua della Dea Bellona. Mentre il sacerdote
pagano celebrava riti in suo onore, il popolo restava fuori del tempietto,
per assistere ai sacrifici di giovani animali sull’altare. Al termine
i soldati bagnavano le loro lance nel sangue inneggiando alla dea Bellona.
L’incuria degli agricoltori di quel tempo, distrusse i resti della costruzione
che era un’antica testimonianza storica della nostra Città. In
passato, Bellona, faceva parte della cosiddetta “Zona dei templi”
che partiva dall’antica Cales (Calvi Risorta) con il tempio al dio Giove,
Pantuliano con il tempio al dio Pan, Janus (Giano Vetusto) con il tempio al
dio bifronte Giano, Vitulazio con il tempio al dio Vitulo, S.Angelo in formis
con il tempio a Diana Tifatina e l’Antica Capua (S. Maria C.V.) con
il tempietto al dio Mitra. Molte sono le strade e le piazze che costituiscono
il tessuto viario di Bellona. Percorrendole idealmente, ci soffermeremo sui
personaggi che costituiscono la toponomastica cittadina.
Piazza UMBERTO I° è il tradizionale spazio dove si svolgono le
più importanti manifestazioni e dove si erge, maestosa, la torre dell’orologio.
Sulla parete frontale della torre si nota una lapide in marmo su cui sono
scolpiti i nomi di soldati bellonesi scomparsi nella Prima Guerra Mondiale
(1915-1918), nella guerra di Spagna (1936) e nella Seconda Guerra Mondiale
(1940-1945).
Via ARMANDO DIAZ, collega Piazza Umberto I con la località Monticello
ubicata ad est della Città.
Via REGINA ELENA, è considerata il Corso di Bellona. Lungo il percorso
si notano una infinità di esercizi commerciali. Molti edifici, con
le loro artistiche facciate abbelliscono il corso.
Via 54 MARTIRI, è la strada che, più di tutte, i bellonesi portano
nel cuore. In passato era denominata Via della Vittoria e la mattina del 7
ottobre 1943 fu percorsa da 54 innocenti cittadini che i tedeschi,a gruppi
di dieci, condussero presso una cava di tufo per fucilarli. Del gruppo facevano
parte 5 Sacerdoti, studenti, impiegati, soldati, agricoltori e giovinetti,
condannati a pagare, con la vita, l’uccisione di un soldato tedesco
avvenuta in un cortile di Via della Vittoria, in seguito denomiata Via 54
Martiri. Ai Martiri di Bellona fu concessa la medaglia d’Oro al valor
militare. I Martiri bellonesi riposano nel Mausoleo Ossario, costruito presso
la cava di tufo che vide il loro sacrificio, ed una stele riporta scolpiti
i loro nomi.
Piazza GIOVANNI XXIII°. In quest’antica piazza si erge, in tutta
la sua maestà, la Chiesa madre di Bellona, a tre navate, edificata
nell’anno 1530. Molte sono le statue che all’interno si venerano
ma, quella che desta maggiore suggestione, è la statua della Santa
Patrona Maria SS di Gerusalemme. Nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1915
si verificò un incendio che distrusse la statua di S. Secondino, Patrono
della città, e quella della S. Patrona. Il prof. Luigi De Luca, della
scuola delle Belle Arti di Napoli, fu incaricato di scolpire una nuova statua
che tuttora si venera. Il 24 aprile 1916, lunedi in Albis, in Piazza Umberto
I° la Sacra Immagine fu benedetta al cospetto di una folla osannante che
cantava l’inno a Maria SS. di Gerusalemme composto dal Canonico Cesare
De Titta da Lanciano.
Largo SANTELLA. La Cappella della Santella, edificata dalla Congrega della Santella di Capua che in quelle vicinanze aveva un feudo, custodisce un antico dipinto della Madonna delle Grazie. Il 2 Luglio di ogni anno, un apposito Comitato, celebra la ricorrenza della festa che richiama fedeli da tutti i paesi viciniori. La cappella fu aperta al culto nell’anno 1870.
Via XX SETTEMBRE. Partendo da piazza Umberto I°, in direzione nord, si giunge in via XX Settembre dove è ubicata la cappella di S. Michele, edificata nel 1776 dalla famiglia Silvagni. La mattina del 7 ottobre 1943, nella cappella, furono raccolti più di 200 cittadini bellonesi, frutto di una spietata rappresaglia da parte dei soldati tedeschi, a causa dell’uccisione di un loro commilitone. Nella cappella è custodita un’artistica statua dell’Arcangelo S. Michele, risalente al 1721.
Via Rossi e Via Mazzini
Dal 1878 al 1890, furono aperte due strade parallele che oggi fanno parte
del centro di Bellona: Via Gaetano Rossi, nel periodo che va dal 1878 al 1879,
e via Marrosca (oggi via Mazzini)dal 1889 al1890. In seguito fu realizzato
il prolungamento di Via Vittorio Emanuele verso il Largo Santella, dopo aver
attraversato Via regina Elena. Nella piazza principale fu costruita la torre
dell’orologio , furono lastricate le strade e fu costruita le rete fognaria
(178-1879). Nell’anno 1595 il primo asse viario del paese era formato
dalle seguenti strade: Una strada che portava a Vitulazio, il Laro Pozzo della
Via (oggi Piazza IV Novembre ), Via Vittorio Emanuele, Via Marrosca e Via
Nazario Sauro dove, fra le tante antiche abitazioni, si poteva ammirare una
casa patronale detta “Il Mandrone” risalente al 1262 data che
si leggeva sulla soglia di accesso al portone. Ma oggi, purtroppo, tutto e’
scomparso tra l’indifferenza di coloro che avrebbero dovuto intervenire
per fermare un simile scempio che ha privato Bellona di un antico e storico
edificio, testimone di un passato a cui tutti dovremmo sentirci legati. Dopo
aver percorso Via N. Sauro, si giunge in un antico quartiere detto “
I Vigliuni”, con violetti ed abitazioni caratterizzate dai bassi vani
utilizzati come depositi detti “Cellari”, da cui ‘O Cellaro,
parte integrante del su citato quartiere. Sui cellari si notano tuttora vere
e proprie abitazioni ed i residenti, nel primo dopoguerra, lavoravano lo Sparto
da cui ricavavano Stuoie, Funi e Scope. Era questa un’ attivita’
ben remunerata che, oltre ai residenti dei Vigliuni, la svolgevano anche quelli
di Piazza Umberto I, Via Nazario Sauro, Via 54 Martiri e Via caporale Di Lello.
Strade dedicate ai grandi musicisti.
La nuova zona residenziale ad est di Bellona, conosciuta con il toponimo Salicioni, si compone di un’ampia piazza centrale e numerose strade . La piazza fu dedicata al musicista che, più di tutti, contribuì con le sue immortali melodie a scaldare i cuori degli italiani ed in particolare di tutti i patrioti che immolarono la loro vita per l’unità d’Italia: Piazza Giuseppe Verdi, abbellita con alberi di alto fusto e numerose panchine, piacevole richiamo nelle sere afose d’estate. Alla piazza convergono molte strade dedicate a famosi musicisti: Via Rossini, Via Donizetti, Via Mascagni , Via Bellini, Via Puccini e Via Raffaele Pancaro, musicista bellonese che, in giro per il mondo, fece parte di molte orchestre e, con il suo inseparabile clarino, eseguì le più belle composizioni italiane ed europee, riscuotendo profonda ammirazione. Il Maestro Pancaro, estimatore del grande compositore Giacomo Puccini, costituì a Bellona un Concerto Musicale di ben 40 elementi, tutti suoi alunni, e lo intitolò al grande compositore lucchese.
Via Antonio Vinciguerra. In passato era un vicolo cieco, cioè una strada senza uscita, ed essendo un tratto stradale nuovo, era da tutti conosciuto come “ il Vicolo Nuovo”. In seguito, l’Amministrazione Comunale del tempo decise di trasformare il vicolo in una strada. Si cominciò a scavare, asportando il terreno per iniziare una serie di lavori necessari alla pavimentazione, al sistema fognario e alla linea elettrica. Dopo alcuni mesi, fu possibile percorrere la nuova strada che risultava parallela alla Via 54 Martiri e rendeva più scorrevole il transito da e per Vitulazio. Dopo l’improvvisa scomparsa del Prof. Antonio Vinciguerra, Sindaco di Bellona, avvenuta il 5 Aprile 1968, il neo Sindaco Luca Fusco intese dedicargli la nuova strada che, da Piazza Rosselli porta al Mausoleo Ossario dei 54 Martiri. Il Prof. Vinciguerra nacque a Bellona il 30 Novembre 1919. Nel 1941 si laureò, con il massimo dei voti, in Filosofia e pedagogia presso il magistero di Urbino e nel 1946 in lettere presso l’Università Federico II di Napoli. Nel 1949 insegnò storia medioevale nello stesso Magistero che lo ebbe studente modello. Nel 1956 risultò vincitore del concorso per la cattedra di italiano e latino presso la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli . Nel 1961 fu nominato: “Addetto Culturale” presso l’Ambasciata Italiana di Vienna. Il suo desiderio di conoscere il mondo lo spinse allo studio del Francese, Inglese, Tedesco e Spagnolo, lingue che egli parlava speditamente. Nel 1964, dopo un’ intensa campagna elettorale, il Prof. Vinciguerra risultò vincitore nelle elezioni amministrative di Bellona e rivestì la carica di Sindaco fino al 5 Aprile 1968.
VIA ALBERTO SORRENTINO, parallela di Via Vittorio Emanuele, collega Piazza Umberto I° con Via Nazario Sauro. Fu dedicata al Sindaco Alberto Sorrentino che, durante il suo mandato, realizzò molte opere pubbliche per rendere più accogliente il proprio paese. Nel 1867 fu restaurato l’antico campanile ; nel 1868 fu costruita una nuova strada che collegava Bellona con Capua. La strada fu abbellita con un lungo filare di platani che alleviavano il cammino a chi la percorreva durante la calura estiva. Lungo Via Sorrentino si notano molti edifici di antica fattura, fra cui il Palazzo Rossi, risalente al 1746, abbellito da un artistico portale in travertino di Bellona, e l’antica Cappellina di san Francesco, un tempo appartenuta ai Padri cappuccini di Caiazzo che, a Bellona, avevano anche un ospizio, adiacente alla cappellina, e che in seguito fu destinato a residenza municipale. Oggi l’edificio è chiuso ai visitatori e, a causa del progressivo deterioramento, risulta minacciata la sua integrità.
Strade dedicate ai letterati.
Dopo aver dedicato molte strade di Bellona ai grandi musicisti italiani,
gli amministratori del tempo pensarono di intitolare altre strade agli uomini
della cultura e della politica italiana. Ad est di Bellona, vi sono: Piazza
Martire Francesco Carusone, la più giovane vittima dell’Eccidio
bellonese, Via Giosue’ Carducci, Via Luigi Pirandello, Via Giovanni
Pascoli e Via Giovanni Verga, la strada che porta al Monte Rageto dove e’
ubicato l’antico convento che, in passato, era la sede dei Padri Serviti,
detti anche Servi di Maria. Al lato Nord di Bellona vi sono: Via Giuseppe
Ungaretti, e Via Grazia Deledda. A sud Via Montessori e Piazza Dante Alighieri
utilizzata,ogni anno, per la sua ampiezza, per lo spettacolo musicale dell’ottava
della festa patronale che richiama una notevole moltitudine di visitatori
da tutto il circondario. Tutte le strade su elencate fanno parte della zona
moderna della città e molte sono le residenze dall’architettura
innovativa che mostra il nuovo volto di Bellona. Alle citate strade, vanno
aggiunte quelle intitolate ad alcuni uomini politici italiani. Prima di elencarle
citiamo Piazza Rosselli (da tutti conosciuta come “La Cittadella”).
La piazza è dedicata a Carlo Rosselli che, insieme a suo fratello Nello,
fu ucciso in un agguato in Francia. Seguono Piazza IV Novembre , Via Vittorio
Emanuele, Via Nazario Sauro e Via Giordano Bruno nato a Nola (Na) il 1548.
Bruno vestì il saio dei Domenicani. Giudicato eretico dal Tribunale
dell’Inquisizione, non volle abiurare e fu arso vivo in Piazza Campo
de’ Fiori, a Roma, il 1600. Sul lato est di Bellona si notano: Via Primo
Maggio, Via Luigi Sturzo, Via Alcide De Gasperi (già Via Triflisco);
a Sud Via Aldo Moro, Via Giacomo Matteotti e Via Piero Gobetti, scrittore
di idee liberal socialiste, nato a Torino il 1901 e morto a Parigi il 1926.