Secondo lo studioso Lannelli, i casali di Capua erano 126 e, prima del secolo
XVII, una settantina si estinsero. Ne sopravvissero una cinquantina e, di
questi, rimasero soltanto 36, dei quali faceva parte anche Bellona. Lo studioso
Michele Monaco affermò che questi ultimi casali formavano con Capua
una sola Università, cioè una comunità giuridicamente
riconosciuta, capace d’amministrarsi in modo autonomo. Bellona, inoltre,
ebbe anche un archivio proprio, del quale una parte si conserva nel Museo
Campano di Capua. La comunità di Bellona era soggetta al governatore
di Capua e nelle questioni giuridiche era soggetta a corte della Bagliva di
Capua, che aveva un suo rappresentante in Bellona, con il nome di Maestro
della Bagliva, per risolvere le liti minori. In seguito Bellona fu Comunità
a sé e poteva stare in giudizio anche contro la stessa Capua